Cibo per la Mente

Vacanze coi bambini: consigli per la sopravvivenza

Se sei un genitore single e fai le consuete vacanze estive col bambino rischi la vita (o l’omicidio).

Già, questi giorni ti mettono alla prova, dai non fare finta che non sia così. Il bambino chiede, fa domande, ci prova, stressa, parla, parla, parla, urla e… fa il bambino. Peccato, però, che il tuo sistema nervoso, arrivato provato ad agosto, è un fascio granitico di nervi che non aspetta altro che fare le vacanze, pure lui. Invece niente. Non so dove ho letto che i bambini dell’età del mio Davide fanno 75 domande all’ora. Non so, qualche volta credo lui ne faccia 200 e, fatto salvo che da lucido ne sono orgoglioso, la mia testa ne risente a livello di equilibrio emotivo. Tuttavia ho trovato un grande rimedio, un enorme rimedio.

Gli ultimi testimoni di una vita senza internet… in azione.

Se sei come me e hai oltrepassato i 45 (ma vale anche dai 35 in su, circa), sei uno degli ultimi testimoni di una vita senza internet e questo è un asso da giocare proprio in vacanza. Già e il motivo è semplice: i tempi si allungano e tutto diventa più lento, si forma in modo autonomo il terreno per poter condividere i ricordi. Il tutto anche perché, in vacanza, spesso di fanno cose senza tempo e antiche. Ecco, se durante le vacanze vuoi sopravvivere alla distruzione del vostro già fragile sistema nervoso, il consiglio di sopravvivenza che ti dò è quello di tirare fuori la più lunga serie possibile di attività antiche e magari analogiche, per permettere al bimbo di cibare la mente e a te di allentare la presa sulla tua regione dei nervi di Arnold. Spiegare, spiegare, spiegare, raccontare, raccontare, raccontare: crea con tuo figlio punti di congiunzione tra il tuo tempo e il suo tempo, tra la sua spiaggia e la tua spiagga, tra il suo mare e il tuo mare.

Manda una cartolina e vedrai…

Manda una cartolina, gioca con il flipper, umilialo a biglie, compra un supertele, il pallone più ingovernabile della Terra: tutta robba buona per sentirti bene e per addomesticare il nano. Potrei continuare con attività vacanziere infinite che facevi tu 40 anni fa e che si possono fare anche ora. Mi sono trovato davanti a una cassetta della posta a spiegare come funzionano le cartoline a mio figlio. Ho visto mio figlio toccare il vetro del flipper come fosse un touchscreen…

La più bella che è capitata a me ieri è stata andare a vedere l’Udinese, mia squadra del cuore, che giocava in un campo di provincia contro dei dilettanti. Davide ha chiesto per tutto il primo tempo se c’era la sintesi su Youtube, poi ha smesso. Venuto a casa con autografi, foto, video e un campionario da perfetto tifoso, si è addormentato sfinito come un angelo.

E io con lui.