Essere Padre

Sono stato sulla Luna con Volt

Sono stato sulla luna, il 20 luglio del 2019.

Sono partito da casa, di buon mattino, con pochissima voglia. Ero stanco, non volevo tirarmi su: per fortuna l’ho fatto, perché poi ho passato un giorno indimenticabile. Il giorno in cui sono stato sulla luna con Volt. Sai cos’è Volt? Te lo spiego, ma prima faccio un paio di doverose premesse.

Ho deciso di schierarmi politicamente.

In questi tempi così poveri di umanità (almeno qui in Italia) ho sentito l’esigenza di schierarmi per cercare di migliorare il mondo che vivo, sperando di avere un impatto. Specialmente come papà, principalmente come papà. Sono laureato in Scienze Politiche a indirizzo sociologico e ho studiato per anni questa disciplina umanistica che ha contribuito a fare di me la persona che sono.

Ho studiato, osservato, letto, vissuto il sistema politico italiano e ne ho visto il decadimento verticale che ci ha portato a diventare il paese di feci che siamo. L’ho anche scritto qui. La mia idea di politica è semplice: è servizio alla comunità. Ho sempre avuto ideali democratici, ma va detto che, in questo momento, non contano solo quelli e non contano solo i valori. Per essere chiari i miei sono laici e di rispetto per i diritti umani.

La politica è servizio.

Ricordatelo. Cercando una casa per riuscire ad agire politicamente ho avuto pochissime (e mai dichiarate) esperienze. Le dico ora: con il PD. Ho fatto la tessera e l’ho stracciata in pochi mesi, basito dall’inconsistenza del servizio politico e dell’azione sociale di allora. Magari ora le cose sono cambiate, magari… In buon ordine mi sono ritirato al ruolo di osservatore e sono stato in silenzio per anni, fino a quando ho incontrato Volt.

Cos’è Volt.

Volt è un’organizzazione politica nata nel 2016 dall’italiano Andrea Venzon. Puoi vedere la sua storia qui e ti raccomando ti leggerla. Mi ha colpito la chiarezza del programma politico e l’innovatività della piattaforma, anche se sulla democrazia digitale, dopo il pessimo esempio dell’M5S, vado coi piedi di piombo. Adesso non sto a farti il pippotto su Volt perché penso parlino chiaramente le pagine del sito e i punti salienti del loro programma politico. Ti dico solo che mi hanno convinto a farmi avanti e a iniziare un’esperienza con loro. Ho iniziato qualche tempo fa le relazioni con i responsabili di Milano e ho detto loro chiaramente: per me la politica è servizio, se con voi posso agire in qualche modo ed essere utile alla comunità, senza menate, consideratemi dei vostri.

Volt è un movimento paneuropeo che ha valori ben precisi e cresce con rapidità nella popolazione giovanile. Per tutti gli altri partiti (anche se per l’Italia non è ancora riconosciuto come tale, per motivi burocratici che non conosco e che troveranno soluzione presto) Volt dovrebbe essere una lezione. Ha fatto quello che nessuna delle vecchie cariatidi della politica riesce a fare: ha chiamato, coinvolto, parlato ai giovani. E i giovani hanno risposto. Volt sta arrivando e ne sentirete parlare per parecchio.

Perché mi ha mandato sulla Luna.

Ho parlato con i responsabili di Volt Milano e ho detto chiaramente cosa posso fare. Poi mi sono messo ad attendere e a guardare, con l’umiltà di chi sa di essere arrivato per ultimo. E’ successa una cosa incredibile. Sabato 20 luglio 2019, Volt mi ha mandato sulla Luna. Perché? Perché con una chiamata, via Whatsapp, ha chiesto se qualcuno voleva andare alla Casa del Pane Quotidiano a distribuire alimentari agli indigenti di Milano e, in un colpo, mi ha mostrato cos’è la politica oggi. Ho detto sì e per fortuna, vincendo la stanchezza, sono andato. Sulla luna.

La politica non è apparenza, ma osservazione, analisi, dialogo e azione. Mi ha mostrato che un partito deve agire sul territorio pensando a chi a bisogno ed è lì, al tuo fianco. Mi ha fatto sentire parte di un’azione vera, diretta, vicina, misurabile, concreta. Poche ideologie, ma un gruppo di cervelli, cuori e mani che lavoravano per spostare, un sabato d’estate, un po’ più in là il confine delle potenzialità di un’organizzazione che vuole aiutare il bene comune.

Sono stato 4 ore, ho servito 1700 persone, ho raccolto sorrisi, sguardi tristi, ringraziamenti. Quando facevo pausa mi sentivo scemo, quando lavoravo sentivo le endorfine scorrermi su tutto il corpo. Lo dico, non parlo di questa cosa per farvi sapere quello che ho fatto: quello non importa. Lo scrivo per farvi sapere che là, sulla luna vicino a casa nostra, dove ci sono tanti poveri (La Casa del Pane Quotidiano distribuisce a quasi un milione di persone l’anno), mi ci ha mandato Volt.

A Volt sono una specie di Matusalemme

A Volt sono un soggetto molto più vecchio della media e ne sono felicissimo. La politica di questo tipo può essere fatta solo dai giovani, perché solo i giovani capiscono le potenzialità che la tecnologia offre per migliorare il mondo. Quelli della mia generazione non lo sanno fare: sono troppo impauriti, ignoranti o rincoglioniti per capire. Volt l’ho conosciuta tramite Riccardo Pirrone, il mitico social media manager romano che cura l’agenzia funebre Taffo, a mio avviso il Leonardo Da Vinci dei social italiani. Da Matusalemme mi sono messo in ultima fila e ho detto, “sono a disposizione”. Spero che lo facciano in tanti, però vi chiedo di avvicinarvi a Volt con umiltà e capirla, prima di giudicarla. Ha anche alcune piccole ingenuità che derivano dalla giovane età (di cui spero di poter parlare presto con i responsabili), ma è già di gran lunga il partito più apprezzabile che io abbia visto in azione negli ultimi tempi. Perché è l’unico che mi ha fatto passare all’azione, subito.

Un ultimo messaggino… a Salvini.

Sai caro Matteo Salvini. La Casa del Pane Quotidiano accoglierebbe volentieri anche te trai volontari a lavorare, facci una pensata. Pensa, ti accoglierebbe anche tra coloro che chiedono il cibo, senza chiederti perché. Guarda qui sotto la scritta che c’è all’entrata.

La filosofia di vita della Casa del Pane Quotidiano

 

Caro Matteo, pensaci e vieni a lavorare un giorno alla Casa del Pane Quotidiano. Ti farà molto bene. Credimi. Per fortuna c’è anche un’Italia diversa dalla tua, c’è un’Italia che non ti chiede chi sei e che ti accoglie. Dandoti una mano. E’ l’Italia di Volt, è l’Italia che sta arrivando. L’ho vista e, in un sabato d’estate, mi ha fatto volare sulla Luna, perché la diversità e la profondità di Volt rispetto al panorama politico che mi circonda è una cosa che ti fa andare sulla Luna.