Smartphone Evolution, Davide e il papà

girl wearing blue dress while using smartphone
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Anche in casa mia, non solo nella mia vita personale e lavorativa, è iniziata la Smartphone Evolution.

L’uscita del libro che ho scritto e che puoi trovare qui, Smartphone Evolution, non è stata solo una grande avventura personale. È stata anche e soprattutto un momento condiviso con mio figlio Davide. Adesso ti spiego perché. In casa mia ci sono molti smartphone che lui usa regolarmente. È vicino a me sempre, quando li usa, ma ha già un’attività digitale tale da sapere come si mandano messaggi Whatsapp (usa il mio telefono premettendo il suo nome), come si scrivono mail, come si trasferiscono allegati. Naturalmente gioca ai videogiochi, sotto il mio controllo in quanto a tipologie degli stessi ed entro certi tempi.

Dal fattaccio di Palermo a “rimetti il Family Link”

Sono stato intervistato da Repubblica Palermo in quanto esperto dell’uso dello smartphone, per commentare il tragico evento di Palermo di qualche tempo fa. Un fatto tragico, che ha visto coinvolta una bambina di 10 anni che aveva già un cellulare e diversi account Tiktok. Mi ha lasciato smarrito, ma non ho potuto non dire: “Un cellulare personale, un bambino di 10 anni non lo deve avere. Punto” Deve averlo quando è in grado di capire che arma potentissima, sia in positivo sia in negativo, si ritrova tra le mani. Ne ho parlato molto approfonditamente nel libro “Smartphone Evolution: scopri cosa puoi fare col cellulare e rilancia il tuo lavoro e la tua vita”. Davide ha vissuto questi concetti per mesi e per mesi ha parlato con me di come si usano gli schermi. Si è anche turbato e mi ha confessato di avere “sempre voglia di giocare ai videogiochi”. Poi mi ha detto: “Rimettimi il Family Link che così vedo quanto gioco”.

Schermi, armi di distrazione di massa

Senti qua. Chiacchierando e cercando di fare Smartphone Evolution insieme, Davide mi ha subito inchiodato. “Sì, però perché io devo giocare al massimo 35-40 minuti al giorno e voi genitori state ore davanti al telefonino?”. Bang, ho pensato “e ora che cosa gli dico?”. Ho respirato, pensato e poi sono partito al contrattacco. “Con gli smartphone noi facciamo delle cose importanti come lavorare. Però hai ragione… Allora facciamo così. Ci controlliamo e quando stiamo facendo cose inutili o dannose, quando non ci prestiamo attenzione, allora ce lo diciamo”.

Mi sono messo al suo stesso livello. E sono finito sul banco degli imputati alla prima distrazione. “Papà! Stai guardando il cellulare mentre ti parlo”. Doh, aveva ragione. È successo stamani mentre lo portavo a scuola. “Facciamo così – ho detto per scusarmi -. Quando dobbiamo fare una cosa con lo smartphone ce lo diciamo. Ok?”. Gli schermi, gli smartphone, ma soprattutto le notifiche, sono armi di distrazione di massa.

L’uso degli schermi per la vita digitale

Ho visto mio figlio studiare con lo smartphone, l’ho visto viaggiare da una parte all’altra del mondo. L’ho visto imparare, emozionarsi, ridere, scherzare, incontrare gli altri. Perché devo demonizzare gli smartphone? C’è bisogno di essere presenti, di condividere l’uso degli schermi come strumenti per la vita digitale. Vita importante per i nostri bambini, vita cui non devono rinunciare. Noi genitori? Dobbiamo stare al loro fianco. Pronti a dire, se il bambino attraversa la strada senza guardare, “Fermo!”. Ecco, la vita digitale è come la vita reale: se vuoi aiutare tuo figlio a evitare pericoli… devi esserci.

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