Platini-Totti: un doppio sporco tradimento

Platini, secondo alcune fonti media francesi, è stato fermato a Nanterre

E’ una notizia molto brutta, anzi bruttissima. Le autorità francesi stanno indagando su possibili episodi di corruzione che lo vedrebbero coinvolto nella vicenda dell’assurda assegnazione dei mondiali del 2022 al Qatar. E’ un colpo al cuore della generazione di tutti i papà della mia età, anche se poi tutto si dovesse risolvere in un niente. Il Platini di oggi, tuttavia, lo metto vicino all’ignominioso Francesco Totti di ieri. Ecco perché

Anche quello vissuto dall’ex Capitano della Roma è un colpo al cuore, un tradimento verso chi crede nei valori dello sport. Totti è stato scandaloso, untuoso, calcolatore, furbo, mirato e paraculo. In ogni sua parola, in ogni sua risposta. Ha sporcato la sua immagine, il suo ruolo, la sua leggenda, uscendo di scena (solo temporaneamente, ci scommetto) con una scenata isterica degna di un treenne, non certo di un campione di incommensurabile classe. Già, ma come conferma Platini, la classe calcistica non fa un uomo serio per definizione.

Come la mettiamo con i bambini?

La vicenda Totti è alto tradimento perché il Pupone (mai soprannome fu più giusto dopo questa pantomima, trasmessa perfino in TV) ha agito con enorme premeditazione e con romano qualunquismo, sbraitando torti subiti e vessazioni continuate, ma senza mettere sulla bilancia il lavoro da lui svolto, i progetti tentati e riusciti, i compiti portati a termine. Dalle sue ripetute accuse sparate nel mucchio, dalle rimostranze imbronciate, dalle minacce un po’ mafiosette (“Beh, nun ve dico tutto oggi eh, perché se qualcuno controbatte io rispondo eh…”, frase sentita con le mie orecchie), si è capito chiaramente che l’intento è stato ed è quello di danneggiare una società privata, detenuta da persone che ci mettono soldi e che hanno diritto di fare i loro errori, di credere nelle loro risorse, di sbagliare, se vogliamo perfino di chiudere la società. L’imprenditoria è questo e il calcio è un ‘industria.

Quello che ha fatto Totti, a borsa aperta e con il preciso intento di svalutarne il prezzo per conto di qualcuno, è allucinante. Poi magari non sarà vero e Totti avrà solo fatto una sceneggiata, ma resta la netta impressione di una squallida scenetta, la quale ha tradito i bambini legalizzando il capriccio di una star al tramonto. Se lo ha fatto Totti, lo posso fare anche io. Già, posso sbraitare urlando che sono stato trattato male e che mi hanno fatto la bua, così tutti mi diranno “Poverino, vuoi un lecca-lecca?”.

Il calcio muore soffocato dal suo stesso sterco.

Cosa posso dire a mio figlio del calcio che sta morendo soffocato dal suo stesso liquame? Come posso spiegare che è lo sport più bello del mondo se Michel Platini fa affarucci sulla cui legalità indaga la magistratura, se Totti danneggia delle persone in modo consapevole e strilla di essere stato trattato male come un Pupone (mai soprannome, ah, l’ho già scritto)? Già che ci siamo, come posso spiegare che Ronaldo è un tipino che fugge da accuse di stupro?

Il vero cancro del calcio è che affida posizioni dirigenziali a persone che hanno fatto i calciatori prima di passare dietro la scrivania. Sono persone che non hanno cultura e preparazione per gestire un lavoro diverso da quello che hanno fatto per anni. Sono uomini umili nella migliore delle ipotesi e ignoranti nella peggiore. Per fare i dirigenti bisogna studiare da dirigenti, così come per fare i calciatori bisogna allenarsi da calciatori. Totti e Platini lo hanno fatto?

Per fortuna mi salva la palla…

Mi salva solo una cosa: la palla. Lei rimane una pulita e rotonda fabbrica di felicità che nessuno starnazzo di Totti o nessun mercanteggiamento di Platini riuscirà a far chiudere. Il calcio muore del suo stesso sterco perché si ostina a dare agli uomini che hanno vissuto solo di calcio ruoli e compiti che non sono i loro. E se gli uomini che dirigono sono gli uomini che ieri giocavano, va a finire che un movimento importante come questo muore per eutrofia o, come in questi casi, per ignoranza o qualcosa di peggio (su Platini non mi pronuncio perché lo deve fare prima la magistratura francese).

Non parliamo poi della Rai.

Non commento nemmeno la questione della conferenza stampa di Totti trasmessa sulla Rai, mi viene da vomitare se lo faccio. Dico solo che, sperando che i due non abbiano davvero messo in campo condotte che sono illegali (anche quella di Totti lo è, in punta di legge, vista la quotazione in borsa), questi due ex miti abbiano il coraggio di scusarsi con tutti i papà che hanno messo in scacco e con tutti i bambini che hanno tradito, consegnando alla loro memoria due figure che, invece di conservare i loro tratti da leggenda, si sono svelate per quelle che sono. Figure di uomini piccoli. E adesso datemi addosso, ma sappiate che ho da fare. Devo spiegare a Davide che il calcio non è questo.

 

1 commento

  1. Ciao Francesco, hai pienamente ragione. L’unico appunto è nella individuazione dei personaggi. Giustamente i dirigenti (ex atleti) spesso non hanno cultura e sono arrivati lì per i loro meriti atletici, ma ti posso assicurare che tantissimi sono stati dei veri signori quando gareggiavano e lo sono tutt’ora. Abbiamo tantissimi esempi. Come sai non è la cultura che fa l’uomo signore.

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