Mio papà è un freelance, ma preferivo farmacista

Portrait of mid adult man having coffee while using laptop at home

Pensato da Davide…

Sono uscito da una farmacia e gliel’ho detto: “Papà, volevo che eri un farmacista”. Lui mi ha guardato un po’ storto, poi mi ha chiesto: “Perché?”. “Eh perché così avevi il camice, ti venivo a trovare in un posto, poi alla sera chiudevi e giocavi solo con me”. Camminavamo tornando da scuola e papi mi ha spiegato un po’ come è la cosa, ma non mi ha convinto tanto. Cioè, a me piace che papi stia con me, quando è18 con me. Non che debba sempre telefonare, mandare messaggini, parlare con la Cinzia, con Marco, con i suoi amici di lavoro.

E’ sempre molto impegnato e deve fare delle cose, consegnare delle cose, scrivere delle cose. Certo, un po’ di tempo fa era peggio. Tornava di notte, non aveva orari, era lontano. Oggi è tutta un’altra storia. Oggi fa il mojo e a me piace, tanto che, alla fine della cosa del farmacista che gli ho detto, gli ho anche detto che a me piace lo stesso e che lo voglio lo stesso come papà.

Però, insomma, secondo me deve fare il freelance, se vuole, ma non quando ci sono io. Quando ci sono io deve fare il papà e basta. Cioè, se non è niente di importante, se si può fare anche dopo che mi sono addormentato la sera, beh, vorrei che lo facesse dopo. Comunque spero che non si sia arrabbiato che gli ho detto questa cosa, perché gli ho detto che comunque io lo voglio lo stesso come papà.

Abbiamo fatto delle cose insieme, questo fine settimana, abbiamo fatto un viaggio. Lui era preoccupato perché non si riusciva a ritagliare un momento per lavorare, io non lo capivo tanto. Giocavo, lo guardavo, poi ho visto che è cambiato. Esattamente ieri. Ha detto che doveva fare delle cose importanti e mi ha raccontato una cosa. Mi ha detto: “Sai cos’è il freelance? E’ uno che incontra delle persone che si chiamano clienti e, con loro, si mette d’accordo per fare dei compiti. Per questi compiti viene pagato e deve eseguirli secondo le indicazioni che gli hanno dato i signori clienti”.

Ho capito, ma non mi ha tanto convinto. Preferisco il farmacista. Però dopo che è cambiato, dopo che si è fermato e ha cominciato a concentrarsi sulle cose che sta facendo in quel momento, papà mi è piaciuto proprio. Lavora quando io sono a nanna o quando sto giocando con zia, fa le cose importanti quando deve, quando ha bisogno di fare un lavoro e non può farlo in un momento diverso e ci sono anche io, me lo spiega. Però, il mio vecchio figo, quando è con me fa il papà. Quasi, quasi mi piace di più questo papà qui che il papà farmacista.

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