Monopattino elettrico, la grande fregatura milanese

Questa storia del monopattino elettrico mi fa incazzare. Molto.

In piena estate è partita la sperimentazione per il nuovo regolamento comunale sull’uso del monopattino elettrico a Milano ed è una cosa allucinante. Figlia del decreto che è da riferirsi a quell’intelligentone di Toninelli, la norma comunale è un pateracchio incongruente (fatto senza sentire gli utilizzatori del mezzo) che ha dei tratti comici e dei tratti tragici e la mette in quel posto a quelli come me che hanno comprato questo mezzo per potersi muovere in città e risparmiare soldi. Già, perché il monopattino elettrico è un grande mezzo proprio per chi non ha soldi come me, per chi vive nella realtà di un’epoca liquida e deve stare attento alle spese, fino al centesimo. Non è certo un mezzo per fighetti come viene spacciato.

La barzelletta del regolamento.

Pare che per usare questo mezzo bisogni essere dotati di almeno un superpotere: quello del volo. Stando a questa allucinante leggiucchia forse figlia degli interessi di chi fa macchine (…) le zone in cui questo mezzo elettrico si può usare sono le pedonali ( a 6 km orari), le zone 30 (ma bisogna aspettare che mettano i cartelli) e le piste ciclabili (che dio ci protegga). Se, però, sei uno sfigato come me, per arrivare a una pista ciclabile da percorrere con il monopattino elettrico devi essere Peter Parker. Devi volare. Ti faccio un esempio.

 

 

Ecco qui il mio percorso, porcaccia la miseria.

Questo è il percorso dalla mia via alla via dove c’è il mio coworking. Se seguissi la strada che si fa a piedi, dovrei arrivare da casa a piazzale lotto volando prima di trovare una pista ciclabile (se non sbaglio in viale Caprilli). Quando, però arrivo a San Siro dovrei riprendere il volo fino alla mia scrivania. O giù di lì. Questo è per me, ma così è per migliaia di possessori di monopattino elettrico in tutti i comuni che adottano questo tipo di regolamento. La stupidità di questa cosa è sesquipedale. Per non parlare che il limitatore a 6 km/h fa diventare un monopattino un mezzo pericoloso molto più del previsto perché è difficile tenerlo in piedi, visto che un uomo che cammina va a circa 4km ora. Come mi fa incazzare sta cosa, non si regge in piedi.

Il grande bluff dei giornali.

Guarda qui come viene trattata la cosa. Guarda bene questo articolo di Repubblica dello scorso giugno per capire cosa c’è dietro questo regolamento di merda, assurdo e chiaramente chiesto da qualche potere.

Un titolo allucinante di Repubblica.

 

Ti racconto una cosetta. La statistica sulla differenza di numeri di incidenti tra monopattini e auto, in questo pezzo non c’è. Il sottotitolo, però, la chiama in causa. Vergogna. Ho visto un fiorire di articoli come questo. Ne ricordo uno che non riesco a ritrovare su un incidente a Parigi in cui è stata travolta una Youtuber con una dinamica che era uguale a quella di un incidente mortale in bicicletta. Per dire, la bicicletta fa 49 morti l’anno solo a Milano. E’ stata, per caso, tolta dalle strade? E le piste ciclabili in città sono una rete efficiente e ben pensata? Sono collegate? Sono adeguatamente utilizzate.

Certo, il problema sono gli uomini.

Ci vuole un regolamento serio, ci vogliono delle norme di sicurezza. Per me va bene la patente e che non si possa portare qualcuno. Però, in base a cosa si vietano questi mezzi che possono aiutare il decongestionamento delle città e possono favorire l’ambiente? Il problema sono gli uomini e come usano il mezzo. In questo senso mi fa incazzare anche l’imbecillità dei rider che truccano il mezzo, che vanno sui marciapiedi a velocità folli, che violentano le regole. Volete farci fare un’assicurazione? Facciamola, ma facciamo girare questi mezzi. Cercando di essere più rigidi con tutti quelli che violano le regole. Con qualsiasi mezzo.

Mi muovo in monopattino e ci metto la faccia.

Io mi muovo in monopattino da circa un anno e ho solo mezzi elettrici. Fra questi un furgone. La cosa mi ha permesso di risparmiare tanti soldi e di vivere un bellissimo modo di andare in città. E’ un mezzo indispensabile che mi ha permesso di fare molte cose con pochissima spesa. Sono andato anche a lavorare in altre città. Ora il mio mezzo è fermo e sto meditando delle azioni per cercare di capire e di provocare una reazione. La prima cosa che voglio fare la vedi qui sotto.

 

Monopattino Milan Night

Causes event in Milan, Italy by Sharingdaddy on Friday, October 4 2019

Voglio fare un flash mob sulla mobilità in monopattino elettrico a Milano, nel giorno del mio compleanno. Perché voglio capire cosa sta succedendo e protestare, se l’argomento non verrà trattato bene. Per tutti quelli che, come me, un monopattino ce l’hanno e, grazie a quello, hanno migliorato la propria vita. Voglio adoperarmi per trovare una soluzione, per informare correttamente e per imporre attenzione su questo ragionamento a chi non capisce gli errori madornali che si stanno commettendo in questo frangente. Sarò felice di annullarlo, se nel frattempo, la cosa rientrerà o i regolamenti verranno modificati. Ci spero, ma non ci credo. Intanto mi incazzo.

6 commenti

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  1. Io sono con te per il flash mob, aspetto data e ora e saró presente con il mio Xiaomi.
    Purtroppo non possiamo volare, ma molte strade di Milano sono percorribilissime in monopattino quindi comune fuori i soldi per i cartelli! che qui siamo ancora a discutere sui monopattini ma gli altri pesi hanno gia in circolo quad eletricci!!!!!

  2. Condivido quanto scritto. Ma almeno a Milano e in altri comuni la sperimentazione è partita … Invece in altri comuni, pure quelli su suolo italiano, non è nemmeno partita. E in questi non si può proprio circolare neanche rispettando le regole indicate dal decreto. E questo lo trovo molto ingiusto.

    • Davvero assurdo. Io parlo di milano perché a milano vivo questo problema e a milano posso incidere sulle autorità. Se la cosa continua, però, non rinuncio a pensare di interessarmene a livello nazionale. Ci stai?

  3. Certo, grazie. Ripeto, il decreto, lasciando la palla ai comuni riguardo alla possibilità di aderire oppure no alla sperimentazione, ha di fatto creato dei cittadini italiani di serie A e cittadini di serie B. Ma sullo stesso suolo i cittadini italiani non dovrebbero avere gli stessi diritti e gli stessi doveri? Io il monopattino lo comprerei e penso lo utilizzerei in diverse occasioni (tra l’altro a Trento dove vivo io le piste ciclabili sono molte e piuttosto ben tenute).

    • Ciao. Hai visto il mio intervento sul gruppo FB del club del monopattino elettrico? Sembra che a Trento, non ci speravo più, partirà tra un po’ di tempo il periodo di sperimentazione.

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