Ho i denti di plastica, te lo avevo mai detto?

Già, a 47 anni sono un papà con la pancia, con qualche acciacco e con i denti di plastica. Già, ho i denti di plastica e ogni sera li appoggio in un contenutore, vicino al lavandino del bagno, prima di andare a dormire. Sono malato di parodontite e i miei denti mi stanno abbandonando, uno dopo l’altro. Questa esperienza mi ha fatto capire molto del mio corpo, del mio fisico e della mia immagine. Ho esitato un po’ prima di scriverlo pubblicamente, ma credo sia giunto il momento. Il motivo me lo ha dato un episodio minimo che ho vissuto con mio figlio che, fortuna sua, vive ancora nel mondo dei bambini.

Una sera al supermercato.

Ero con Davide, a Milano. Siamo entrati in un supermarket di quelli aperti h24 per comprare la pasta adesiva della mia dentiera. Un prodotto qua, uno là, poi arrivo ai sanitari. Trovo la pasta della dentiera racchuisa in una scatola di plastica e, inizialmente, non mi faccio domande. Sì, questo malanno è del tutto trascurabile rispetto a tanti altri, ma ha indubbiamente cambiato la mia vita. Anche solo il fatto di presentarmi a una donna (ammesso di trovarla) con un buco al posto del sorriso, è un pensiero che non mi fa stare benissimo. Ma tant’è, ho i denti di plastica, ho la parotondite e non ho grandissime possibilità di farmi un impianto fisso perché sono un malato grave.

Insomma, presa la pasta mi avvio alla casa comprando un pacchetto di Big Babol per mio figlio che dice di non averne mai mangiata una (e mente). Mi rigiro tra le mani questa scatola con la pasta per la dentiera tra le mani e c’è qualcosa che non mi torna. Non capisco fino a quando tiro fuori il portafoglio. Al pensiero mi si gela il sangue nelle vene.

I vecchi e i giovani, patto tradito per colpa dello stato.

Guardo il cassiere e chiedo. “Come mai la pasta è dentro la scatola?”. Poi la verità. Lo dico io prima di lui: “Ho capito, gli anziani la rubano”. Ecco che cos’è l’Italia: è un paese nel quale gli anziani sono costretti a rubare la pasta adesiva per le loro dentiere perché non se la possono permettere. O il riso, il pane, il latte o la pasta per mangiare. Sono giorni che il pensiero di una scena di un vecchietto che si inguatta la pasta adesiva e viene scoperto mi assale. Sono giorni che penso che questo potrebbe capitare anche a me che ho i denti di plastica e non ho abbastanza risorse per poter fare un programma dentale di ampio respiro.

Sono giorni che penso ai denti che non abbiamo più, ai sorrisi in questo paese che non abbiamo più. Se lo stato costringe a questa situazione i vecchi è chiaro che i vecchi sono arrabbiati, derisi, frustrati, stanchi. E’ chiaro che vendersi la dignità prima di farsi cascare i denti nel mezzo di una discussione diventa una scelta praticabile. E’ chiaro anche che il patto tra vecchi e giovani di questo paese non c’è più per colpa dello stato. I vecchi sono giustamente incazzati e buttano tutto all’aria, affidandosi al populismo, al primo che li abbindola con una speranza. Il tutto anche se i giovani non hanno colpa. L’Italia è un paese che uccide giovani e vecchi.fare qualcosa, non si può andare avanti così.