Essere Padre

“La musica ai bambini? Bisogna imporla”

Io e la mia amica Elena, la simpaticissima mamma di Inversamente, abbiamo incontrato il poliedrico artista milanese Roberto Sironi.

Ci abbiamo fatto una chiacchierata sul rapporto che ci deve essere tra musica-arte e i bambini. Il musicista, con una trentennale carriera alle spalle e una grande poliedricità (compone, suona, scrive, dipinge), ci è sembrato una voce autorevole per dare una strada per comprendere meglio come avvicinare i bambini alla musica nel modo corretto. Io ho sempre un pensiero molto prudente nei confronti di questi argomenti, perché ho sempre paura che mio figlio si senta obbligato a fare una cosa che magari soddisfa il mio ego e le mie aspettative, ma non le sue aspirazioni.

La frase choc

Abbiamo parlato con lui per una decina di minuti, che l’amica Elena Inversetti ha condensato nell’estratto che vedete qui sotto. Ha detto una frase choc, una frase che, a pelle, non condivido per nulla, ma alla quale voglio porre molta attenzione. Roberto Sironi ha detto senza mezzi termini che per far approcciare bene i bambini all’arte e alla musica,  beh, bisogna imporgliela. Niente da fare. Lì per lì mi sono sentito gelare il sangue nelle vene, perché a Davide tutto faccio fuorché imporre le cose, trattandolo qualche volta come un piccolo uomo. Anche quando non dovrei. Però capisco molto bene cosa vuole dire Sironi.

Perché sappia, va obbligato.

L’obbligo di cui parla lui, l’imposizione cui si riferisce, è quella legata alla necessità, per il bambino, di riconoscere l’arte e il talento, l’espressione dell’anima che c’è in lui come in tutti. Per poterla rivelare per bene. Il che non vuol dire che il bambino debba essere obbligato a fare musica per anni e a diventare un violinista se ha suonato il violino da piccolo. Significa solo che ha il diritto di riconoscere la musica che ha dentro e di poterla… tirare fuori. E per esercitare questo diritto… deve essere obbligato.