Instagram stories? Servono per raccontarti

Museo D'Orsay

Sono via da 4 giorni. Roma e poi Parigi.

Però non sono mai stato così vicino a mio figlio come in queste ore. Il motivo? Semplice: ho deciso di usare le Storie di Instagram per creare dei video verticali da mandare a mio figlio per raccontargli il mio viaggio. Per farglielo letteralmente vedere. Con grande libertà, cogliendo i momenti che potevo e tralasciando quelli che non potevo raccontare perché stavo lavorando, ho trasformato il telefono in una linea di comunicazione con Davide che ha creato sorpresa, attesa, curiosità nel meraviglioso bambino che sto crescendo assieme alla sua mamma. Cosa non trascurabile, ha creato molta felicità dentro di me.

Fare storytelling di se stessi.

La magia è doppia, quindi: curiosità e sorpresa per lui ed emozione per te. In questo modo puoi far diventare i social un mezzo con cui dialogare con il tuo bambino e puoi regalargli il racconto della tua vita, anche quando non sei presente. Per un bambino di oggi, essere preso per mano e portato dentro il mondo del proprio genitore quando il genitore non è con lui, è un bene prezioso, visto che i nostri figli passano tanto tempo senza di noi. Le reti sociali diventano un mezzo per la creazione di uno storytelling che si riferisce al papà (o alla mamma) in modo positivo, attivo, avventuroso. Il meccanismo, poi, viene aiutato dalla grafica simpatica di social come Instagram e dalla dinamica che, nelle Stories di quella rete sociale, impone lo shot di scene veloci, curiose, ridicole, informali, vicine al cuore delle immagini reali che uno vede, vive.

Gli ho fatto vedere il Museo D’Orsay.

Ieri, dopo i miei impegni di lavoro, sono riuscito a fare il turista, prendendomi il tempo e il gusto di entrare al Museo D’Orsay. Un’emozione unica vedere tutta quella bellezza. Emozione resa ancora più viva e interessante dal fatto che, una Story dopo l’altra, ho portato Davide con me. Il tutto con un linguaggio adatto a un bambino di sei anni e con il desiderio profondo di trasferirgli l’emozione di quello che vedevo con i miei occhi. Qui sotto ti faccio vedere il risultato della giornata di oggi e ti invito a guardare bene il pezzo del museo. Una grande istituzione della cultura mondiale accoglie i bambini meravigliosamente, a partire dal fatto che le tariffe sono dimezzate per gli adulti che entrano con un pargolo. Che te ne pare? Non male, vero? Su questo sito puoi trovare tutte le iniziative del museo parigino e scoprire la storia di Pompon l’orso e della sua amica rana Lily. Grazie a questi due personaggi, che bisogna andare a cercare nelle sale del Quay il percorso in un museo diventa una splendida avventura.

 


 

L’ultimo passaggio, però, lo faccio di nuovo sul concetto, semplice, ma di grande impatto, che è rappresentato dall’utilizzo dei social come piattaforme di dialogo. Pensa alla bellezza dell’impegnarsi a prendere tempo per raccontarsi al tuo bambino, anche a migliaia di chilometri di distanza. E fallo.