I bambini e le loro serate

bambini


I bambini restano insegnanti di vita, molto più degli adulti.

Ho avuto l’onore di guardare mio figlio alle prese con il suo primo vero pomeriggio e la sua prima serata da bambini con un suo amico, il simpaticissimo S. Come padre separato ritengo di essere fortunato, ma ritengo anche di essermi costruito la fortuna con pazienza, lacrime e costanza, con onestà e impegno, con tanta sofferenza. Di conseguenza mi arrivano le fortune come quella che mi è capitata ieri, quando ho avuto l’occasione di vedere la mia prima partita di calcio guardando due bambini che la guardavano. Li ho visti cantare l’inno di Mameli, abbracciarsi ai gol, ma anche stufarsi e dirigersi verso i lego e le figurine in tempo zero, mentre la nazionale italiana di calcio, la partita era Italia-Grecia, si esibiva in una prestazione a dir poco orrenda.

I bambini non hanno filtri.

E’ stato splendido guardarli mentre guardavano e guardare che, in pochi secondi, non guardavano più, attratti più da qualche campione sulle figu che dai fraseggi sterili della banda Mancini. Li ho visti lavorare fitto, fitto su improbabili astronavi, mentre, con un occhio, guardavano lo schermo. Per un papà separato ritengo che questo esercizio di normalità sia da fare ogni volta che l’organizzazione delle nostre vite liquide lo permette.

Il segreto di un papà separato, infatti, è consegnare al figlio una normalità di vita fatta di piccole cose, rifuggendo la facile tentazione di essere il genitore da luna park o da cinema. Le serate dei bambini sono un bene prezioso, restituiscono senza filtri la dinamica di un rapporto di amicizia che nasce. Un utile insegnamento per chi, come i papà della mia generazione, amici non ne ha più, ma ha solo meteore che sfrecciano tra qualche messaggio whatsapp e qualche mail, tra qualche “Tanti Auguri” via Facebook, e qualche stanco “Buon Natale” al telefono.

Le amicizie, quelle vere.

Negli ultimi due giorni ho sentito mio figlio dire “E’ bello avere ospiti a casa”, oppure “Ieri è stata una grande giornata”, solo perché venerdì è venuto a casa nostra P. (conoscente di papà) e sabato si è deciso di passare un pomeriggio con S. con partita serale inclusa. Frasi che valgono il senso di una vita. Le serate di bambini sono un bene prezioso, un bene raro in questo paese senza figli, senza genitori e con troppi nonni. Queste sere insegnano a me e a te quel senso delle amicizie, quelle vere, che ci siamo persi andando dietro a chissà quali sogni, poi più o meno infranti. Le loro amicizie, quelle vere, sono ancora secche, dinamiche, sincere, sono uguali a quelle che avevamo noi quando giocavamo con le figu Panini e nell’Inter c’era Nazareno Canuti.

Sei l’allenatore, non scordartelo.

Il problema è che queste amicizie e queste serate di bambini vanno anche accudite: a noi nessuno faceva questo favore, noi dobbiamo farlo obbligateriamente ai nostri figli. Già, perché in queste serate di bambini ci deve essere anche l’insegnamento all’ospitalità, il rispetto dell’altro, il confronto analogico (cioé fuori da qui) tra le diverse personalità. I bambini vanno aiutati a capirsi e a capire le dinamiche di relazioni vere che si presentano in occasioni come queste. Detto in parole povere, scordati che le serate di bambini siano qualcosa di riposante per te. Sono una palestra in cui i contendenti si allenano a stare bene insieme e a volersi bene. Tu sei l’allenatore, non l’adulto che si toglie le scarpe, si mette le ciabatte e fa i cavoli suoi. Quello era tuo padre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *