Vita Digitale

Foto dei bimbi sui social? Ecco cosa provocano

Le foto dei minori sui social? Sono una malattia (che ha anche un nome: sharenting), un tradimento, un tranello perpetrato al futuro dei nostri bambini. Ormai la vita digitale e la vita reale coincidono e noi dobbiamo fare attenzione. La dobbiamo fare per noi: una foto potrebbe rovinarci la carriera o fare molto male a qualcuno. Ancora di più dobbiamo stare attenti per i nostri figli. Una foto che pensiamo buffa e che pubblichiamo ora, potrebbe cambiare la loro vita fra 15 anni. In peggio.

Padri separati e il brutto, comprensibile vizio.

I padri separati sono una categoria fragile della nostra società e, bonariamente, commettono un errore. Lo fanno più delle mamme, in maniera più continuativa, più insistente, quasi a rivendicare con una testimonianza il loro ruolo di papà. Di cosa sto parlando? Del brutto, ma comprensibile, vizio di mettere le foto dei loro bambini sui loro profili sociali. Anzi, allargo il discorso: lo fanno in dosi massicce tutti i genitori (è una malattia che si chiama sharenting, lo ribadisco), quindi questo post andrebbe girato a tutti, perlomeno per pensare a un’educazione digitale coerente per il proprio ruolo, che non vada a incidere in alcun modo sulla vita dei figli.

Le conseguenze dell’amore

Certo, sarà anche un gesto d’amore, ma la potenza dei social è talmente devastante che non possiamo garantirci che le foto dei bimbi al mare, con i loro sederini al vento, non finiscano tra le mani di chi ha interessi sessuali in merito. Non possiamo essere sicuri che il ritratto non sia oggetto di morbosità o che eventuali malintenzionati non riescano a raggiungere più facilmente i vostri figli animati da cattive intenzioni.

Per questo le conseguenze dell’amore del ritrarsi insieme ai bambini o ritrarli per fissare un momento di felicità, possono tranquillamente ritorcersi contro di noi. Non lo dico io, lo dice la Polizia Postale, per non parlare della legislazione di paesi avanzati come la Francia, che prevede multe salatissime e la reclusione per chi pubblica foto non autorizzate dei bambini in luoghi privati. Oltretutto, diciamolo per bene: se usate i social date punti di riferimento localizzabili a chi voglia violare la vostra vita. Perché dare a chi vi vuol nuocere una posizione, un riferimento che espone i vostri figli?

Ma i danni sono nel futuro

wondermar / Pixabay

Non ci ho pensato fino a pochi giorni fa, ma devo dire che è arrivato Davide a darmi contezza di quello che sto per scrivere. Sì, proprio il marmocchio. Con la sua esplosiva vitalità mi ha fatto innamorare della canzone “Vorrei, ma non posto”. C’è una parte che parla dei figli che non ci prenderanno sul serio a causa delle minchiate che scriviamo. Ho pensato anche al resto e, per farti capire l’antifona, ti faccio un esempio finto. Ti è mai capitato di fare un bel primo piano di tua figlia dai bellissimi occhi blu? Certo, è irresistibile, non si può evitare. Mio figlio Davide è talmente geniale e bello che mi verrebbe da postarlo ogni quarto d’ora.

Ecco, pensa bene a quegli occhi e pensa al fatto che fra 15 anni tua figlia potrebbe, dio non voglia, perdere un occhio. Come si sentirebbe a scrollare il tuo profilo e a trovare quella foto lì, quella dei suoi bellissimi occhi blu? Ecco, ti senti una merda? Fai bene. Bene perché i danni sono nel futuro.

Parlo ai padri separati perché quella loro esigenza di condividere le foto dei bambini è comprensibile, ma è un tradimento. Un tradimento della loro fiducia perché noi dobbiamo accompagnarli e stare loro accanto nel mondo digitale, ma non esporli come fossero una macchina fuoriserie o un Rolex. Loro, nel futuro, leggeranno i nostri post, li guarderanno, per capire come erano, come eravamo. Esponendoli al rischio di una foto daremo loro possibili ferite. Dai, su, ragionaci. Tu posti adesso e i danni sono nel futuro. E possono essere gravissimi.

Un parallelo inquietante.

Tempo fa stavo spippolando su internet alla ricerca delle informazioni per scrivere questo post e ho trovato questo articolo qui. Ripresomi dal senso di ribrezzo che provo per questi esseri sub-umani, mi sono avventurato alla ricerca di qualcuno che abbia agito in prima persona contro questo fenomeno (ben spalleggiato, per motivi di traffico, da Facebook). Ho trovato questo.

Applausi al collega che ci ha messo la faccia, ma ti dico una cosa. Sei sicuro che una foto di tuo figlio postata innocentemente sul diario non finisca in gruppi del medesimo genere di onanisti da tastiera interessati ai bambini. No, eh? Allora, sai che c’è. Canta anche tu “Vorrei, ma non posto” e se sei un papà separato (o una mamma separata) pensa a tenere quei tuoi ricordi fotografici in uno scrigno prezioso (io ho un hardisk) che, un giorno, andrai a prendere per darlo a tuo figlio. Insieme, potrete guardare foto per foto e decidere cosa pubblicare, ma soprattutto cosa non pubblicare. Così un tradimento diventerà un regalo.

Quando si accorgeranno di tutto questo, che cosa dirai?

Queste righe sono un po’ attempate, ma le ripropongo così perché non è cambiato di una virgola il mio pensiero. Mio figlio, o meglio, la sua faccia, i suoi tratti riconoscibili, la sua individualità, la sua persona, non ci sono su internet. Lui, classe 2012, dovrà affrontare una vita digitale di peso anche superiore rispetto alla vita normale. Io non posso violentargliela prima, dirigerla tra le mani degli altri prima che sia lui a farlo.

Ognuno ha diritto di nascere sul web come meglio crede, raccontarsi come vuole. Perché ti ostini a mostrare i tuoi figli prima che si mostrino loro? Ora mi aspetto che ritorni il mare di merda che mi è stato girato addosso la prima volta che ho pubblicato queste riflessioni sui mio no alle foto dei bambini sui social. Cosa dirai? Cosa farai quando i tuoi ragazzi ti diranno: “Come mai queste fotografie mie sono già sui social?”. Ti aiuto a pensarci un attimo con la lettura di questo articolo di The Atlantic sulla cosa. A me si è gelato il sangue al solo pensiero che Davide, mio figlio, potesse un giorno andare sul mio account instagram @sharingdaddy (dove qualche sua foto di spalle c’è, ma lui non si vede mai) e dirmi, “scusa, papà, ma perché mi hai messo in mostra su internet prima che io lo volessi?”. Spero si geli il sangue anche a te. Postare le foto dei figli è alto tradimento. Vuoi continuare a farlo?

Un hard disk, regalo inestimabile

Piuttosto ti do un consiglio. Regalagli un hard disk. Già, hai capito bene, un hard disk. Vuoi sapere perché? Te lo spiego. Invece di spiaccicare il suo bambino sui social in ogni posa, metti tutte le foto e i video che gli fai dentro uno scrigno e dagli la possibilità, una volta che sarà diventato grande, di pubblicare da solo quello che vorrà pubblicare della sua infanzia. Ti ringrazierà, moltissimo.

Ps. Ho scelto la foto in evidenza di Pixabay perché quello che fai a tuo figlio quando posti una sua foto. è legarlo a una catena. Una catena che lo obbligherà a stare in un futuro digitale che hai scelto tu. Non lui.