Caro papà single, i supermercati ti spiano (e ti fregano).

E’ una cosa che mi fa incazzare e sarà il caso di ragionarci su: tra offerte finte e card che ti contano anche i peli… i supermercati prima ti fregano (quando passi tra gli scaffali) poi ti spiano (quando sei alla cassa).

Noi papà facciamo molti casini quando andiamo a fare la spesa. A cominciare dal fatto che ci andiamo con il nano (o la nana) ed è un errore madornale per le nostre malferme finanze. Quando fai la spesa, te lo dico, devi lasciare a casa il pupo, altrimenti tornerai a casa con un ovetto (di quelli che bastardamente i super mettono alla cassa) infilato nel naso… se va bene.

I corridoi dei market sono autentici luoghi di perdizione nei quali compri tutto quello che c’è in offerta anche se no ti serve, semplicemente perché fai la stupida equazione offerta=costa meno—> compro. Ecco, se non lo hai ancora fatto abituati a guardare tre cifre invece di una. Da quando? Da subito. Le cifre sono queste:

– il prezzo

– il prezzo al kg del prodotto

– la quantità di prodotto contenuta nella confezione.

La fregatura negli scaffali

Adesso, detto sinceramente. Sebbene io abbia iniziato a vivere coniugando la qualità della vita al tentativo di essere equo con il mondo che mi circonda, non posso e non voglio fare il salutista. Voglio solo dirti, però, che il prezzo (più basso) nasconde spesso il prezzo più alto al chilo. Come se non bastasse, vieni anche fregato dalle quantità, ridotte in modo non chiaramente percettibile. Ti faccio un esempio pratico, perché questa è la cosa che mi fa incacchiare di più. Mi è capitato di vedere una bottiglia d’olio da, diciamo 5,5 euro per un litro, diventare una bottiglia da 750 ml da 4,9 euro. Quante volte ci sono cascato, quante volte l’ho presa e messa nel carrello, sicuro di aver speso meno. Ebbene, quando ho preso la bottiglia da un litro per 5,5 euro ho pagato 5.5 euro per mille ml di prodotto. Prendendo quella da 4,9 euro ho pagato il prodotto 6,5333 al litro. Vuoi entrare anche tu nel gruppo dei fregati dall’olio anonimi? “Ciao sono Francesco… e prendo la bottiglia d’olio giusta da tre spese…”.

Però la cosa peggiore arriva alla cassa, con una maledetta cosa che porto sempre con me e che fatico sempre a trovare creando una interminabile fila alla cassa (che poi aumenta e diventa un ingorgo modello tangenziale quando metto la spesa nei sacchetti, cosa nella quale sono un ebete totale).

E alla fine c’è la grande spiona.

Sto parlando di quella maledetta card fedeltà, di quella fidaty di sto ciufolo. E’ uno strumento di tortura perché a essa sono collegate le offerte che ho messo nel carrello, sono collegate le campagne dei pupazzi di stacippa, ma sono, soprattutto collegati i miei dati alimentari. Si, hai letto bene. Facendo strisciare quella carta che promette mari e monti, ma ti da uno sconto di 5 euro ogni 1,5 milioni di euro di spesa, io e te consegniamo al supermarket di turno tutto quello che serve sapere su cosa mangiamo e cosa ci piace. Di questi dati i maghetti della merceologia fanno buon uso indirizzando la nostra spesa. Benissimo, la cosa mi fa incazzare e do la paternità di questa scoperta al CNMP2018, il congresso del quale ho curato il multimedia press office. Il professor Bonaccorsi ne ha parlato con il collega Fabio Ranfi. Ecco in che modo.