Il calcio è stato il mio mondo. Per tanto tempo.

Caro Davide, il blog che leggi é il posto dove racconto il viaggio bellissimo che é essere tuo padre. Questo è il posto dove io tengo le cose belle di questo percorso che facciamo insieme. Abbiamo tante piccole e grandi passioni e una di queste è proprio il football.

Il calcio è lo sport piú bello del mondo e non lo é per chissà quali strani motivi. Lo è perché in qualunque posto del mondo tu sia il calcio sprigiona felicità. Fino a quando non viene trattato così come lo stanno trattando in questi mesi in Italia, forse in questi ultimi anni.

Per diventare bravi non ci sono scorciatoie

Ti scrivo dopo la sberla presa dalla nazionale azzurra in Germania in Nations Cup in questa estate triste del pallone nostrano. Si tratta della seconda scoppola in pochi giorni dopo il 3-0 subito dall’Argentina.

Ti scrivo perché voglio mettere qui nella bacheca dei nostri ricordi il fatto che ora più che mai l’unico calcio che conta per me è quello che fai tu. Di conseguenza ti voglio raccontare che quello che vedi quando guardiamo Dazn o gli Azzurri è solo il risultato di una serie di scelte scellerate che hanno creato grossi danni e lasciato sul campo macerie. La prima? Aver fatto credere ai bambini che basta poco per diventare bravi. Niente di più sbagliato. Per diventare bravi non ci sono scorciatorie.

Ti faccio una foto

Ecco una rapida fotografia del calcio che vedi di fronte a te. Le partite che vediamo su Dazn fanno mediamente schifo. Eppure ti vengono vendute come oro. Guarda bene i calciatori che sanno stoppare bene una palla o che sanno condurre. Oppure guarda i giocatori che si guardano i piedi mentre fanno un dribbling. Ora, caro Davide, quello che importa al calcio è vendere. Questa è la foto: il calcio è una grande scusa per vendere.

Il calcio, un vendificio

Ti vendono di tutto, Davide. Ti vendono anche l’illusione di poter diventare un campione del calcio senza impegno. Ora anche la nazionale sembra una vetrina di una gioielleria. Siamo tutti appesi a un Gnonto qualsiasi. A un Gatti, a un’idea di Frattesi, a un tatuaggio di Scamacca. Quello che non torna non è che questi ragazzini siano in nazionale, anzi. Magari lo meritano. Quello che atterrisce è che la distanza tra un’idea di calciatore e uno cui la Gazzetta si attacca per fare un titolo sia diventata brevissima. Vuol dire che non ti stanno facendo capire cos’è il calcio, ma ti stanno vendendo, caro Davide, una caramella con la carta luccicante che se scarti non ci trovi nulla.

Dal calciomercato al calcio giocato da te

Questo calcio che vedi è il maleodorante cumulo di cacca creato da dirigenti ignoranti e assurdi e da procuratori scaltri che per far lievitare le loro parcelle hanno perfino creato siti di calciomercato in cui fanno scrivere dei loro assistiti che valgono tanto… dopo un paio di partite indovinate. Il campione del mondo 1982 Franco Causio mi disse in un’intervista:” Per farmi convocare da Bearzot dovetti fare tre campionati di alto livello. Ora azzecchi una partita e sembri un fenomeno”. Il motivo è semplice: non importa se il campioncino è bravo davvero. Importa venderlo.

Ora è tutto basato sulla fretta. La fretta di far uscire allo scoperto uno Gnonto qualunque per venderlo, prima che si scopra che magari non è poi un granché. A te che sei un bambino potrebbe sembrare che il buon Gnonto (poveretto, gli staran fischiando le orecchie…) sia un campione, ma ti dico che non è nemmeno un calciatore. A 18 anni è al massimo un prospetto.

E il calcio che giochi tu? In questi giorni ne abbiamo parlato, no? Tu, come tutti i bambini, sogni di fare il calciatore. Ce la fanno in pochi. A diventar Ronaldo ce la fanno in pochissimi. Pero io ti ho raccontato che c’é un modo per diventare bravissimi, a volte anche dei fuoriclasse.

Hai bisogno del muretto

No, Davide. Non si diventa bravi calciatori giocando a Fifa 22. Nemmeno esultando come un Ronaldo indemoniato. Si diventa bravissimi facendo tanto, tanto, tanto esercizio. Si diventa bravi facendo milioni di palleggi, si diventa bravi tirando la palla contro il muretto e prevedendone ogni possibile combinazione di rimbalzo. Si diventa bravi ascoltando l’allenatore, aiutando chi resta indietro, ringraziando chi non gioca, palleggiando fino a quando non c’è più luce. Si diventa bravissimi con il lavoro. Te lo posso giurare, ho visto ragazzi partire da doti normali e diventare campioni con il lavoro. Li ho visti arrivare per primi ad allenamento e andare via per ultimi, ogni giorno. Con ogni tempo. Li ho visti palleggiare contro il muretto anche se giocavano in serie A e nel parcheggio avevano una Ferrari. Trova il tuo muretto e dacci dentro.

Spero che chi ti circonda faccia il resto

Ho visto il calcio cambiare. In peggio. Ho visto che ai bambini si insegna prima a vincere e poi a perdere. Sbagliato, dovrebbe essere il contrario. Ho visto che si insegna prima ad attaccare che a difendere. No buono, il calcio è un gioco di difesa. Ho visto che fate fatica a stoppare una palla. Ti auguro di riuscire a stoppare presto un’arancia, poi una pallina da ping pong, poi una biglia da spiaggia. Ti auguro di tirare in porta e beccare di proposito la traversa che a fare gol son tutti buoni. Anche il palo va bene.

Spegniamo la tv

Allora, Davide, nell’augurarti buona estate spero che ti sia possibile spegnere la tv, Fifa e tutti gli aggeggi che ti stanno intorno per prendere il pallone e fare un’estate sfide e palleggi, pali, traverse e conduzioni, fino a quando scende la notte. Spero che sia un’estate piena di calcio e amici, ma anche di pensieri. Anzi, di un pensiero: campione o no, quanto mi diverte il calcio? Quanto mi ha reso felice? Quanti amici mi ha dato?

Un’altra piccola cosa. Se sei arrivato fino qui a leggere vuol dire che il tuo papà ha usato le parole benino. Ecco, vuoi sapere come si diventa bravi a usare le parole? Con l’allenamento. E vuoi sapere qual è l’allenamento per diventare bravi a usare le parole? La lettura.

Ecco, facciamo che ti alleni anche in questo secondo sport che magari non ti farà fare gol a San Siro, ma nella vita si?