Ok Google

Ok Google, spiegami una cosa

Ok Google e gli altri assistenti vocali stanno entrando nella nostra realtà

L’uso della voce per eseguire le operazioni più disparate sul web sta diventando un’abitudine comune. Oggi tu, ma anche i tuoi figli, avete iniziato a parlare con Ok Google, Siri, Alexa, Cortana, Bixby e tanti altri assistenti vocali che, con facilità, recepiscono gli ordini ed eseguono operazioni senza farti toccare la tastiera elettronica delle tue device. Si tratta dell’inizio della rivoluzione della Voice First Era, epoca nella quale ci avvieremo a non scrivere e a non digitare più una parola, a beneficio del comando vocale. La cosa, per certi versi mi entusiasma, per certi altri mi preoccupa, specialmente da papà digitale. Ecco a cosa mi riferisco.

Le strane incursioni di Ok Google.

Ok Google è un amico fedele di mio figlio. Già, il quasi ottenne Davide, in questo periodo di scuola a distanza, ha avuto in uso un tablet Android per la scuola e ha iniziato, in modo naturale, a interagire con l’interfaccia vocale dell’assistente di Mountain View. “Ok Google, quando è la prossima partita dell’Inter?” “Ok Google, come si scrive la lettera S in corsivo?” “Ok Google, qual è la capitale della Germania?” e via così. Certamente l’accesso alla conoscenza è benedetto anche in questa forma, ma dopo un po’ sono iniziate delle strane casette, che hanno fatto seguito all’uso più intensivo dei voice Assistant in casa. Mentre vedevamo la nostra serie preferita, infatti, ho visto più volte Ok Google attivarsi autonomamente.

Naturalmente non ho detto nulla, ma ho osservato il fenomeno. Si attivava anche con la parola “ok” senza altri appelli diretti, dandomi l’impressione che avesse il microfono aperto e stesse ascoltando. Sì, Ok Google ti ascolta e la cosa non mi piace. Su questo argomento molti articoli sono stati scritti e molti hanno anche cercato, nei confronti delle varie tech company, di invitare a risposte chiare senza riuscirsi. La verità è che non sappiamo, precisamente, dove siano i server che registrano la nostra voce e cosa ne venga fatto. Ecco, sarà il caso che Ok Google ci spieghi qualcosa. Qualcosa delle sue capacità di ascolto e di quelle sue strane attivazioni autonome anche senza il comando “Ok Google”.

L’unico rimedio contro Ok Google.

C’è una possibilità di salvezza ed è questa. Se vai sul tuo account Google troverai, nella colonna di sinistra, una dicitura “Gestione Attività”. Se ci clicchi sopra si apre una finestra intitolata “Attività Web e app”. Guarda qui la mia… caso strano le attività web vengono salvate automaticamente, audio compreso, mentre l’eliminazione delle attività è disattivata. Ecco vai dentro e togli le registrazioni audio.

Ok Google
Ecco la sezione dell’account di Google
Ed ecco quello che si vede quando si entra nella sezione in basso a sinistra della foto sopra.

Ok, togli le registrazioni vocali e audio. Guarda che cosa arriva subito dopo? La minaccia….

Ecco cosa ti succede se sospendi il salvataggio degli audio.

Ora non ti resta che andare nell’altra sezione chiamata “Eliminazione Automatica /attivata) che vedi nella prima di queste foto. Ti consiglio di scegliere di eliminare l’attività più vecchia di tre mesi. Ti resta solo quello da fare se non vuoi perdere le funzionalità del tuo audio che i server hanno già guadagnato e comunque, come vedi dalla parte sottolineata nella foto qui sopra “la sospensione di questa impostazione non comporta l’eliminazione dei tuoi dati salvati in precedenza”. Insomma la voce che hai fatto registrare a Ok Google è già irrecuperabile.

Voce e internet: una rivoluzione e un gran problema

Ora sai, quindi, che le innocenti chiacchierate che hai fatto con Google sono già in qualche server. Nel mondo che governerà le macchine parlando, però, dobbiamo prima chiarire cosa succede alle nostre registrazioni vocali. Il motivo è molto serio. Riguarda il fatto che la voce è il primo elemento immateriale che gira nel web e va protetta. Tutto questo andrà regolamentato e non lasciato alle paturnie o alle scelte di aziende private. E se clonassero la tua voce? La cosa si può fare senza problemi, ci stanno già lavorando da tempo. Non lo sapevi? Un problema, un gran problema di cui nessuno parla. Eppure nel mare oscuro delle fake news la voce clonata ha già fatto danni e ci sono stati anche i primi furti e le prime truffe causate dalla voce.

Salvaguardare i bambini

Anche in questo caso bisogna salvaguardare i bambini, tuttavia da una cosa non strettamente collegata alla registrazione vocale. Sto parlando della digitazione vocale che ha raggiunto livelli straordinari. Ho osservato mio figlio prendere confidenza molto rapidamente con la digitazione vocale e diventare rapido ed esperto della materia in un attimo. La natura di questi bambini, nati digitali visuali e connessi, è da assecondare, ma anche da proteggere. Usare in modo smodato la digitazione vocale, infatti, porterà a problemi nel momento in cui il bimbo dovrà scrivere con la penna sulla carta o digitare su una tastiera. Ci sono prospettive di analfabetismo di ritorno.

Niente paura, però. Alla fine di questo pezzo voglio dirti che la Voice First Era nasconde enormi possibilità perché migliorerà fortemente l’interazione tra uomo e macchina. Tuttavia dobbiamo accorgerci che sta arrivando e che dobbiamo normarla prima che le aziende la fagocitino a loro esclusivo vantaggio e che la voce che hai registrato vada chissà dove senza che tu la possa fermare. Allora qui chiudo dandoti un rimedio molto analogico: fai un patto con i tuoi figli. Se vogliono utilizzare la voce per dettare i loro messaggi alle macchine i bimbi lo possono fare. A patto che i pupi si esercitino a realizzare anche pensierini scritti con la penna su un quadernino. Insomma, a ogni avventura digitale, possibile, prepara per i tuoi figli anche un contraltare analogico. Gli servirà

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