Milano

Milano e il dovere di guardare altrove

Ieri sono stato a fare due passi a City Life, uno dei nuovi quartieri di Milano. E volevo scappare.

Io e Davide siamo arrivati nel parco, sotto le nuovissime Tre Torri del capoluogo milanese, ma in pochi minuti il nostro sorriso da passeggiata si è trasformato in un’espressione terrorizzata. Tanta gente in pochi metri quadri, troppe mascherine abbassate, spinte, bambini su monopattini elettrici, frotte di ragazzi ammassati. Una fiera dell’imbecillità all’aria aperta. A vederla così la Milano dopo Covid, mi è sembrata stupida, egoista, cialtrona e individualista. Ho sentito la tensione di mio figlio, abbiamo fatto le nostre piccole cosette e siamo tornati a casa.

Il dovere di tacere.

A questo punto potrei utilizzare tutto questo post per distruggere, pezzo per pezzo, questa Milano cafona che ho visto. Ebbene, non lo faccio. Ho il dovere di tacere, perché anche il silenzio è un messaggio. Questo dovere è associabile a un’altra cosa importante: il dovere di guardare altrove. In questi mesi abbiamo una missione importante, io e te, come genitori. Si tratta del meccanismo che deve portarci a disegnare una nuova interazione di qualità con il mondo per noi e per i nostri figli. Già, perché da quello che vedo negli occhi di Davide, capisco che molti bambini, adesso, vanno aiutati a ritrovare il desiderio di incontrare il mondo, dopo questi mesi passati nel rifugio psicologico di casa. Cosa non facile. Davide, come tanti altri, è un bambino sensibile e capisce con velocità i cambiamenti dell’ambiente che lo circonda. Ora è sempre un po’ titubante quando bisogna uscire. Per strada sente di più i rumori, osserva i cattivi comportamenti degli altri, patisce la tensione del papà. Allora la scelta è una.

Scoprire un nuovo mondo.

Pensavo che il mondo dopo il Covid fosse migliore di questo. Mi sbagliavo. Forse la paura provata e le privazioni che proveremo sono troppo forti per essere dominate. Eppure un rimedio c’è. Ti avevo suggerito, qualche post fa, di tenere nota delle cose da ricordare del periodo di quarantena. Lo hai fatto? Ecco, adesso usale. Tutte. Il respiro, le piccole felicità, la natura, i luoghi poco affollati, ma anche le persone che contano per te e per lui, le amicizie sane, un gelato, camminare, esplorare mondi lontani sul web, leggere per viaggiare, comprare con parsimonia, scrivere con la penna, sognare, sperare. L’unico rimedio contro quello che ci circonda è guardare lontano. Creare nuovi equilibri. E tu lavora al tuo ritmo, difendi il tuo corpo, regalati il tuo tempo. Vivi leggero, come suggerisce Silvio Gulizia nella sua ultima newsletter settimanale. Scoprirai un nuovo mondo.

Guarda i tuoi figli negli occhi.

Allora guarda i tuoi figli negli occhi e cerca di capire. Cosa provano, cosa pensano. Quando lo hai capito vivi leggero il cambiamento. Pensa a tracciare nuove strade per riscoprire il mondo e guardarlo dalla parte giusta. Non puoi cambiare la storia, ma la piccola felicità dei tuoi figli sì. Ora essi hanno bisogno di riabbracciare ciò che li circonda in un modo nuovo. E ce l’hai anche tu.

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