La storia di D. ed E.

Questa è la storia di un grande regalo che la tecnologia ha fatto a due bambini.

Questa è la storia di D. ed E. che sono nati un’afoso giovedì, era esattamente il 26 luglio del 2012. Sono nati nello stesso posto, l’Ospedale Vittore Buzzi di Milano, sono nati da due splendide mamme e da due papà che lo hanno subito abbracciati anche se avevano paura di romperli. Hanno vissuto le prime ore della loro vita nella stessa stanza nella quale E. era arrivato verso mezzogiorno e D. lo ha raggiunto sul far della sera. Non sappiamo se si siano guardati, visti, sentiti. Quello che so è che domenica 9 agosto 2020 si sono visti e hanno passato insieme la più bella delle giornate.

Lo zampino di Whatsapp

Dopo 8 anni di vita da separati alla nascita D. ed E. si sono guardati, visti, conosciuti e piaciuti. Si sono scoperti figli unici con un fratello. C’è lo zampino di Whatsapp perché i papà di D. ed E. si sono sentiti qualche volta per farsi gli auguri. Già perché il giorno in cui i figli compiono gli anni è anche l’anniversario della nostra nomina a genitori. Negli anni un messaggino non mancava, ma solo quest’estate, quando i ragazzini hanno compiuto 8 anni, è stato il momento di trasformare quei messaggini in una chiamata e quella chiamata in un incontro. Già, era chiaro che i due avrebbero saputo reggere la curiosità, l’emozione e la paura di non piacersi. D. ed E. si sono visti domenica e hanno avuto attorno dei genitori che hanno saputo far loro da contraltare. Nessuna preoccupazione, nessuna tensione, nessun ruolo da giocare, solo sguardi ammirati a guardare come D. ed E. costruivano un legame annullando in un baleno 8 anni di vita separata e l’emozione di un appuntamento al buio che molti adulti non supererebbero.

Accoglienza e libertà: questo il segreto

Allora, svelo qualcosa. Il papà di D. sono io e il papà di E. si chiama Carlo. Io e lui abbiamo intrecciato il filo delle vite dei nostri figli, ma il resto lo hanno fatto loro: accogliendosi e mostrandosi liberi. Attorno a loro mamma Barbara e gli zii Cristina e Michele. La sera è comparsa anche mamma Stefania, curiosa di sapere da D. le emozioni vissute. Mai come ora questi bambini hanno bisogno di emozionanti avventure analogiche e di vibrazioni dell’anima. Ora li seguiremo nella costruzione di un rapporto lento e lungo, fatto tanto di video chiamate quanto di antiche letterine. Il primo gesto della memoria l’ho fatto io e lo finisco così: grazie a Barbara e Carlo per avere assecondato al volo questa avventura di E. e D., grazie davvero di aver fatto con me da spettatori allo spettacolo dei nostri figli in azione. Da adesso in poi sta a D. ed E. scrivere la loro storia. È stato bello provocare la prima puntata.

2 comments / Add your comment below

  1. Grazie a D e E ma soprattutto a coloro che hanno reso possibile la loro nascita perché sono benvenuti ed hanno reso speciali le vite di tutti noi che li amiamo! Gli zii

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