La piscina fascista serve a qualcosa

Le vacanze a zero euro sono iniziate da qualche giorno. Tutto è partito con un grande cartellone del mese di agosto, da riempire di piccole esperienze e di grandi avventure a portata di mano e di fantasia.

Un bagno ai bagni Romano

Milano è disseminata di splendidi impianti sportivi. Spesso faccio riferimento a questa caratteristica della mia città per lamentarmi del fatto che non li valorizzi abbastanza e non valorizzi la storia dello sport che è passata sotto la Madonnina. Qualche volta sono impianti ben tenuti, qualche volta sono vittime di abbandono o trascuratezza. Oggi è stato il giorno in cui, con Davide, siamo andati alla Piscina intitolata a Guido Romano, ginnasta oro alle Olimpiadi del 1912 (Stoccolma). Si tratta di un impianto grande e maestoso, il quale accoglie i visitatori con una solida struttura razionalista e con lo spazio necessario per stare in tranquillità (plus importante in questo periodo).

Un luogo figlio di ideali sbagliati, ma in grado di attraversare le epoche

Aggirandomi per i bagni Romano ho chiuso gli occhi e ho pensato a quel luglio del 1929, quando il Podestà fascista di Milano, Giuseppe De Capitani D’Arzago, inauguró la piscina con due gare dimostrative. Gli ideali fascisti erano quelli del culto del fisico e della magnificenza, scimmiottamenti maledetti della gloria di Roma. La costruzione razionalista, però, ha creato un impianto che, seppur figlio di ideali sbagliati, ha oltrepassato le epoche perché dotato della superficie necessaria per essere utile alla comunità. Come scherzo della storia, infatti, questa piscina è risultata perfetta proprio nel periodo della pandemia di Covid-19 che impone il distanziamento sociale.

Un giorno meraviglioso

Stiamo trascorrendo un giorno meraviglioso, in tranquillità. Acqua splendida, venticello, ombra. Spazio, soprattutto tanto spazio fascista che una volta serviva alla gloria del maledetto di Predappio e ora serve a far stare sicuri e felici bambini di ogni colore. I bambini della tua e mia Milano. Che beffa per i razionalisti, i fascisti, gli imfami di quell’epoca

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