religione

Abbandono qualsiasi tipo di religione

I primi passi della rivisitazione del mio rapporto con i social hanno prodotto risultati: ho detto addio a qualsiasi religione.

Detto chiaramente sono cristiano, cattolico, non praticante. Da separato non vado proprio tanto a genio alla chiesa. Ok, detto questo mio rapporto ufficiale con la religione passo a quello non ufficiale. Le odio tutte… e mi spiego. Da un po’ di tempo faccio una serie di attività la mattina che non fanno rima con l’accesso ai social. Da un po’ di tempo non leggo i giornali se non quando mi serve di capire qualcosa. Da un po’ di tempo non cazzeggio sulle pagine dei siti di notizie italiani.

Uso tutti questi strumenti solo quando ne ho bisogno. Per esempio questi sono i giorni in cui sto preparando lo Show di Sharingdaddy su Spreaker e allora vado in giro a cercare buoni casi sui podcast e pezzi di arte altrui da imparare e mettere da parte. I primi effetti di questo allontanamento si vedono e hanno provocato l’abbandono di qualsiasi posizione “religiosa” nei confronti di qualsiasi religione.

Ecco cosa sta succedendo, in parole povere.

Sto abbandonando qualsiasi presa di posizione preconcettuale, qualsiasi salto sul carro dei benpensanti, qualsiasi pregiudizio, qualsiasi morale precotta, qualsiasi sentenza scolpita nel marmo. Qualsiasi religione, appunto. Avrai notato che mi sono arreso sulla questione monopattino, tanto per fare un esempio. L’avevo presa a cuore, ma quando ho visto nascere i partititini, i gruppi, le fazioni e, soprattutto, quando ho visto il popolo degli invasati del monopattino crescere senza pensare al bene comune, mi sono arreso. Non fa per me. Contrasto all’hate speech con la religione buonista? Non fa per me. Gruppi di eletti di qualche tecnica di social media? Gruppi di guru del giornalismo? Non fa per me. Gruppi che sanno di separazione? Non fa per me. Ho mollato l’occhio su tutto.

Quando qualcuno mi dice, “fai questa cosa” con l’enfasi di farmi scoprire il nuovo capitolo della liberazione dell’uomo dalle pene… non la faccio.

Io vengo in pace… con un telefonino.

Sono un uomo che tenta di vivere meglio grazie a quello che sa fare con il suo telefono. Non ho idee in testa prima di incontrare un fatto, una storia, una persona. Tranne una: le religioni, la faziosità, il parteggiamento, il giusto a priori non mi appartiene. Nemmeno il meglio o peggio, nemmeno il buono o il cattivo, il bello o il brutto. Sono diventato un utilizzatore attivo e non passivo della rete. Così come sono un utilizzatore attivo e non passivo del telefono.

L’unico messaggio, certamente non attinente alla religione, è questo: quando accendi il telefono e vai sul web fallo consapevolmente e senza dare segni di appartenenza evidenti. Produci contenuti adeguati a raccontarti consapevolmente prima che la rete ti obblighi a subire i contenuti che ti propone. Lo smartphone ti profila, sa dove vai, sa chi sei, cosa mangi, cosa compri. Ecco: alzati e fai sentire tu la tua voce, ma fallo senza appartenere ad alcuna religione.

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